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	<title>News Archivi - Comunità amiche della disabilità</title>
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	<title>News Archivi - Comunità amiche della disabilità</title>
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		<title>Brescia &#8211; Città amica della disabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Spanu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2024 10:33:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Ambito 1 di Brescia e Collebeato dà il via a un’importante fase di lavoro sui temi dell’inclusione. Giovedì 16 maggio 2024, dalle 14:30 alle 16:30, presso il Salone Savoldi in Piazza Repubblica 1 (Brescia), avrà luogo l’incontro dedicato avvio del percorso di analisi per l’assegnazione del marchio CAD Comunità Amiche della Disabilità. L’incontro sarà caratterizzato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Ambito 1 di Brescia e Collebeato dà il via a un’importante fase di lavoro sui temi dell’inclusione. Giovedì 16 maggio 2024, dalle 14:30 alle 16:30, presso il Salone Savoldi in Piazza Repubblica 1 (Brescia), avrà luogo l’incontro dedicato avvio del percorso di analisi per l’assegnazione del marchio CAD Comunità Amiche della Disabilità.</p>
<p>L’incontro sarà caratterizzato da interventi istituzionali e tecnici volti a delineare le strategie e gli obiettivi di questo progetto. Ai saluti istituzionali dell’assessore ai <em>Servizi Sociali del Comune di Brescia</em>, Marco Fenaroli e dell’assessora ai <em>Servizi Sociali di Collebeato</em> Pilar Moreno, seguiranno interventi tecnici di rilievo come Silvia Bonizzoni, <em>Responsabile dell’Ufficio di Piano Ambito 1</em>, Laura Maffazioli, <em>Responsabile degli interventi e dei servizi per la disabilità del Comune di Brescia</em>, e Paola Facchetti<em>, Responsabile della Struttura Semplice Disabilità per ASST Spedali Civili.</em></p>
<p>Con il coordinatore scientifico del progetto, Roberto Franchini, verrà approfondito il valore dell’analisi del CAD come passo verso una migliore comprensione delle esigenze delle persone con disabilità.</p>
<p>Le conclusioni saranno a cura di Giorgio Grazioli, in rappresentanza degli enti promotori, Fondazione ASM, Fondazione Villa Paradiso e Congrega della Carità Apostolica.</p>
<p><a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it/wp-content/uploads/2024/05/16-mag-24-Ambito-1.pdf">QUI</a> il programma.</p>
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		<title>Brescia &#8211; Progetto di Vita e co-programmazione</title>
		<link>https://www.comunitaamichedisabilita.it/2024/02/brescia-progetto-di-vita-e-co-programmazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Spanu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2024 12:38:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì scorso, 16 febbraio 2024, presso la Sala Corrado Faissola di Intesa Sanpaolo a Brescia, si è tenuto un evento di rilevanza nazionale e locale, focalizzato sul tema della disabilità e della sua inclusione nella società. Il titolo dell’evento stesso, &#8220;Comunità Amiche della Disabilità: Progetto di Vita e Co-programmazione&#8221;, rifletteva l’importanza di creare reti solidali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it/2024/02/brescia-progetto-di-vita-e-co-programmazione/">Brescia &#8211; Progetto di Vita e co-programmazione</a> proviene da <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it">Comunità amiche della disabilità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì scorso, 16 febbraio 2024, presso la Sala Corrado Faissola di Intesa Sanpaolo a Brescia, si è tenuto un evento di rilevanza nazionale e locale, focalizzato sul tema della disabilità e della sua inclusione nella società. Il titolo dell’evento stesso, <em>&#8220;Comunità Amiche della Disabilità: Progetto di Vita e Co-programmazione&#8221;</em>, rifletteva l’importanza di creare reti solidali e partecipative per garantire un sostegno efficace e una piena realizzazione delle persone con disabilità.</p>
<p>Un momento di particolare rilievo è stato l’intervento dell’on. <strong>Alessandra Locatelli</strong>, <em>Ministro per le disabilità</em>, la quale ha tracciato il cammino della riforma dei servizi e dei sostegni per le persone con disabilità, sottolineando la rilevanza di politiche inclusive e di interventi mirati a garantire la piena partecipazione di tutti i cittadini.</p>
<p>Prima di Lei hanno preso la parola Serafino Corti (Direttore Dipartimento disabilità della Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro Onlus, Vicepresidente SIDiN) e Felice Scalvini (Presidente di Fondazione ASM), che hanno approfondito rispettivamente il decreto sul Progetto di Vita e il concetto di co-programmazione dei sostegni alle persone con disabilità. Questi interventi hanno evidenziato la serietà di un approccio personalizzato e partecipativo nel fornire supporto alle persone con disabilità, mettendo al centro le loro esigenze e aspirazioni.</p>
<p>Successivamente, Roberto Franchini (Coordinatore Scientifico del progetto CAD) ha illustrato e spiegato il significato e il valore del marchio <strong><em>CAD Comunità Amiche della Disabilità</em></strong>, mostrandone la metodologia ed evidenziando il suo potenziale ruolo nella promozione di una cultura dell’inclusione e nell’identificazione di buone pratiche a livello locale. In particolare, il referenziale CAD, con i suoi domini e indicatori, induce quelle pratiche di progettazione di co-programmazione che costituiscono la base metodologia della traiettoria inclusiva.</p>
<p>Nella seconda parte dell’evento, i rappresentanti dell&#8217;Ambito 9 Bassa Bresciana Centrale (Claudia Pedercini, Direttrice),  Ambito 12 Valle Sabbia (Michele Zanardi, Presidente), CAMPP (Michele Tibald, Presidente &amp; Roberto Orlich, Direttore) e Ambito Valle Camonica (Ilario Sabbadini, Presidente ATSP) hanno condiviso l’impatto – e le aspettative per quest’ultimo &#8211; del marchio CAD sulla pianificazione territoriale, evidenziando i progressi compiuti e le sfide ancora da affrontare nel garantire servizi e supporti adeguati sul territorio. Questa è stata inoltre l’occasione per la consegna del Marchio CAD al presidente, Paolo Erba, dell’Ambito Valle Camonica.</p>
<p>In conclusione, l’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto, riflessione e condivisione di esperienze e buone pratiche, evidenziando la rilevanza di un impegno collettivo per garantire una piena inclusione e partecipazione delle persone con disabilità nella società.</p>

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		<title>Cervignano del Friuli &#8211; Disabilità, comunità e progetto di vita CAMPP</title>
		<link>https://www.comunitaamichedisabilita.it/2023/10/cervignano-del-friuli-disabilita-comunita-e-progetto-di-vita-campp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Spanu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2023 14:37:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 27 ottobre 2023 presso il Teatro Pasolini, sito a Cervignano del Friuli (UD), ci sarà un convegno dal titolo “Disabilità, comunità e progetto di vita” volto a riflette sull’esperienza del marchio CAD Comunità Amiche della Disabilità che ha visto coinvolto negli ultimi mesi il contesto del C.A.M.P.P. Consorzio Assistenza Medico Psico Pedagogica. All’iniziativa saranno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 27 ottobre 2023 presso il Teatro Pasolini, sito a Cervignano del Friuli (UD), ci sarà un convegno dal titolo “Disabilità, comunità e progetto di vita” volto a riflette sull’esperienza del marchio CAD Comunità Amiche della Disabilità che ha visto coinvolto negli ultimi mesi il contesto del C.A.M.P.P. Consorzio Assistenza Medico Psico Pedagogica.</p>
<p>All’iniziativa saranno presenti Michele Tibald, Presidente del CAMPP &#8211; Consorzio assistenza Medico Psico Pedagogica, Andrea Balducci, Sindaco di Cervignano del Friuli e Presidente Assemblea dei Sindaci Ambito “Agro Aquileiese” e Lanfranco Sette, Sindaco di Latisana e Presidente Assemblea dei Sindaci Ambito “Riviera Bassa Friulana”.</p>
<p>Il progetto CAD Comunità Amiche della Disabilità si è concretizzato nell’analisi e nella valutazione delle condizioni complessive di inclusione che la comunità territoriale del C.A.M.P.P. offre alla generalità delle persone disabili. Un lavoro accurato che sarà presentato da Roberto Orlich, Direttore del C.A.M.P.P. e da Roberto Franchini, Coordinatore scientifico del Progetto CAD, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Segretario SIDIN.</p>
<p>Il dott. Marco Bertelli, Psichiatra, Direttore Scientifico CREA presso la Fondazione San Sebastiano Misericordia di Firenze e Presidente SIDiN a tenere una Lectio magistralis dal titolo “Qualità della Vita e co-morbilità psichiatrica”.</p>
<p>Da essa scaturirà il dibattito tra i diversi professionisti, che permetterà di valorizzare il report valutativo firmato CAD, che certifica nel CAMPP il grado di inclusività e la conseguente attribuzione del marchio, secondo una scala di rating predefinita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.comunitaamichedisabilita.it/wp-content/uploads/2023/10/Volantino-CAD-CAMPP-27ott23.pdf">QUI</a> il programma dell&#8217;evento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it/2023/10/cervignano-del-friuli-disabilita-comunita-e-progetto-di-vita-campp/">Cervignano del Friuli &#8211; Disabilità, comunità e progetto di vita CAMPP</a> proviene da <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it">Comunità amiche della disabilità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vestone &#8211; La Comunità Montana di Valle Sabbia capofila Ambito 12 riceve il marchio CAD</title>
		<link>https://www.comunitaamichedisabilita.it/2023/09/vestone-la-comunita-montana-di-valle-sabbia-capofila-ambito-12-riceve-il-marchio-cad/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Spanu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 14:10:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Comunità Montana di Valle Sabbia capofila Ambito 12 ha ricevuto il conferimento del marchio CAD, Comunità Amiche della Disabilità, con un evento che ha visto protagonisti rappresentanti delle Fondazioni ASM, Congrega della Carità Apostolica, Villa Paradiso e SIDIN – Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo e i diversi protagonisti che sul territorio si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it/2023/09/vestone-la-comunita-montana-di-valle-sabbia-capofila-ambito-12-riceve-il-marchio-cad/">Vestone &#8211; La Comunità Montana di Valle Sabbia capofila Ambito 12 riceve il marchio CAD</a> proviene da <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it">Comunità amiche della disabilità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Comunità Montana di Valle Sabbia capofila Ambito 12 ha ricevuto il conferimento del marchio CAD, Comunità Amiche della Disabilità, con un evento che ha visto protagonisti rappresentanti delle Fondazioni ASM, Congrega della Carità Apostolica, Villa Paradiso e SIDIN – Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo e i diversi protagonisti che sul territorio si occupano di disabilità.</p>
<p>In particolare è stato il prof. Roberto Franchini, Coordinatore Scientifico del Progetto CAD e segretario di SIDIN, ad esporre ai presenti i risultati emersi nell’analisi e riportati nel report.</p>
<p>Dati e considerazioni di cui hanno discusso poi l’avv. Felice Scalvini, Presidente Fondazione ASM, il dott. Corrado Cappa, Consigliere SIDIN, Psichiatra e responsabile disabili AUSL Piacenza, il prof. Domenico Simeone, Preside della Facoltà di Scienze della formazione dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano) e il dott. Giorgio Grazioli, segreteria della Congrega della Carità Apostolica.</p>
<p>Ne è emersa la convinzione che la comunità è luogo fecondo di attenzione alle persone con disabilità, grazie alle sue potenzialità e ai suoi protagonisti (associazionismo, famiglie, terzo settore etc.).</p>
<p>Davanti all’obiettivo si sono posti i 27 Comuni riuniti nell’Ambito 12 ed è stato il presidente dell’Ambito a ricevere, per mano del dott. Claudio Chimini, presidente di Villa Paradiso, il marchio di “Comunità Amica dalla Disabilità”.</p>
<p>Un progetto, quello del CAD, che si propone come leva di cambiamento sociale.</p>

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		<title>Avvio del progetto CAD in Valle Camonica</title>
		<link>https://www.comunitaamichedisabilita.it/2023/06/avvio-del-progetto-cad-in-valle-camonica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Spanu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 10:36:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 13 giugno 2023 l’Azienda Territoriale per i Servizi alla Persona di Valle Camonica, presso la Sala Assemblee del Consorzio BIM a Breno (BS), ha annunciato l&#8217;avvio del percorso verso il riconoscimento di CAD Comunità Amiche della Disabilità. Alla presenza di circa cinquanta persone hanno portato i saluti istituzionali il dott. Ilario Sabbadini (presidente dell&#8217;Azienda [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 13 giugno 2023 l’Azienda Territoriale per i Servizi alla Persona di Valle Camonica, presso la Sala Assemblee del Consorzio BIM a Breno (BS), ha annunciato l&#8217;avvio del percorso verso il riconoscimento di CAD Comunità Amiche della Disabilità.</p>
<p>Alla presenza di circa cinquanta persone hanno portato i saluti istituzionali il dott. Ilario Sabbadini (presidente dell&#8217;Azienda Territoriale), il dott. Paolo Erba (Sindaco di Malegno) e il dott. Massimo Ghetti, a nome della Fondazione Tassara che ha creduto in questa proposta. A seguito l’intervento del prof. Franchini, responsabile scientifico di CAD, ha sottolineato l’importanza di una visione comunitaria ed inclusiva per una risposta efficace alla disabilità.</p>

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		<title>Il Progetto Comunità Amiche della disabilità</title>
		<link>https://www.comunitaamichedisabilita.it/2023/05/il-progetto-comunita-amiche-della-disabilita-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Spanu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 13:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da qualche anno nel territorio bresciano sotto la spinta di un partenariato composto da una società scientifica (SIDIN, Società Italiana Disturbi del Neurosviluppo) e tre Fondazioni bresciane, (ASM, Congrega e Villa Paradiso), ha preso avvio un progetto trasformativo, che intende essere una leva di cambiamento verso gli scenari del cosiddetto Welfare comunitario: il progetto Comunità [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche anno nel territorio bresciano sotto la spinta di un partenariato composto da una società scientifica (SIDIN, Società Italiana Disturbi del Neurosviluppo) e tre Fondazioni bresciane, (ASM, Congrega e Villa Paradiso), ha preso avvio un progetto trasformativo, che intende essere una leva di cambiamento verso gli scenari del cosiddetto Welfare comunitario: il progetto Comunità Amiche della Disabilità (CAD).</p>
<p>Come spesso accade la “non specializzazione” delle suddette Fondazioni è stata probabilmente di aiuto nel generare qualcosa di nuovo, di non riconducibile alle logiche tradizionali. Non si tratta infatti di un progetto “erogativo”, una sorta di bancomat atto a finanziare “quelli che sono del ramo”, né di un’azione di supplenza benevolente, tesa a mettere una toppa sulle smagliature del welfare statale; le Fondazioni, in sinergia con la società scientifiche, hanno voluto dare vita ad un processo di riflessione piuttosto originale, teso a sparigliare gli assetti tradizionali, ricomponendo soggetti e attori in un quadro inedito e per così dire “orizzontale”.</p>
<p><strong>Il marchio: scopo, metodologia e contenuti</strong></p>
<p>Per analogia all’esperienza del progetto Dementia Friendly Community, messo a punto in Gran Bretagna dall’Alzheimer’s Society, e ripreso in Italia dalla Federazione Alzheimer Italia, il progetto CAD intende sostenere e riconoscere (mediante l’attribuzione di un marchio) l’identità di territori inclusivi, capaci di riconoscersi come Comunità Amiche della Disabilità (CAD); il marchio, destinato agli Ambiti territoriali che intendono affrontare il percorso, è dunque una sorta di leva di cambiamento, in grado di generare processi di trasformazione all’interno di quartieri e paesi in grado di interpretare una serie di indicatori che, letteratura alla mano, costituiscono i markers di una capacità inclusiva.</p>
<p>La creazione del marchio è giunta al termine di un percorso riflessivo e di ricerca (percorso Delphi), che, tenendo conto di elementi valoriali, politici e scientifici, ha definito quali sono i requisiti che consentono ad una città o ad un quartiere di supportare al meglio la vita delle persone con disabilità. L’attribuzione del marchio ad un territorio incentiva/sostiene la creazione di ambienti urbani nei quali le persone con disabilità sono comprese, rispettate, sostenute e fiduciose di poter contribuire alla vita della loro comunità. In una comunità amica delle persone con disabilità gli abitanti tutti sono inclusi e coinvolti, avendo la possibilità di scelta e di controllo sulla propria vita.<br />
Il marchio viene riconosciuto dopo un percorso di analisi su una batteria di domini e indicatori, che a titolo non esaustivo sono i seguenti:</p>
<p><strong>Dominio 1: l’unità territoriale nel suo complesso:</strong></p>
<p>&#8211; presenza/accesso di/a un’intera filiera di servizi, da quelli più complessi agli alloggi per la vita indipendente<br />
&#8211; presenza di progetti per l’inclusione lavorativa<br />
&#8211; rete di trasporti pienamente accessibile e facilitata<br />
&#8211; accessibilità umana e relazionale degli esercizi commerciali</p>
<p><strong>Dominio 2: l’istituzione comunale</strong></p>
<p>&#8211; evidenza della logica del progetto di vita<br />
&#8211; evidenza di azioni di sussidiarietà in grado di coinvolgere sostegni non formali e informali<br />
&#8211; conoscenza della popolazione delle persone con disabilità e livello di coinvolgimento nella coprogettazione</p>
<p><strong>Dominio 3: l’associazionismo</strong></p>
<p>&#8211; presenza di sistemi di advocacy<br />
&#8211; presenza di persone con disabilità negli organismi di rappresentanza</p>
<p><strong>Dominio 4: i servizi professionali</strong></p>
<p>&#8211; evidenza della struttura del progetto di vita<br />
&#8211; presenza di iniziative ad alto tasso di innovazione a scopo inclusivo<br />
&#8211; presenza di iniziative e sostegni in ogni dominio di Qualità di Vita<br />
&#8211; gestione delle transizioni tra cicli di vita e tra servizi<br />
&#8211; presenza di servizi per la salute mentale delle persone con DI</p>
<p><strong>Mediante la metodologia del marchio (labelling) si riesce così a dare il via a due azioni diffuse:</strong></p>
<p>&#8211; l’azione formativa, rivolta in primo luogo ai dirigenti, e poi a tutte le persone coinvolte nella costruzione delle comunità inclusive, con contenuti variabili a seconda delle istituzioni coinvolte;<br />
&#8211; l’azione di costruzione sociale, veicolata attraverso la valutazione della batteria di indicatori, e conseguente messa a punto di un report di possibili azioni trasformative.</p>
<p>In questa prospettiva, la caratteristica del marchio è analogica, e non categoriale, ovvero esso esprime, anche attraverso elementi grafici, il livello di “amicizia” che l’unità territoriale esprime nei confronti della persona con disabilità. In questo modo ha preso avvio una vera e propria operazione di policy, che, partendo dal basso, ha inteso offrire alle comunità locali (oggetto di “analisi” e “certificazione”) uno strumento di acquisizione di consapevolezza e una concreta possibilità di dialogo riguardo al delicatissimo tema del Progetto di Vita per la persona con disabilità.</p>
<p><strong>Il punto di partenza: lo Stato che si prende cura (la disabilità nel Welfare tradizionale)</strong></p>
<p>A partire dagli anni Settanta, in Regione Lombardia come in tutta Italia, l’introduzione dei meccanismi tipici del welfare ha agevolato l’affermarsi del modello clinico nella organizzazione e nel funzionamento istituzionale dei Servizi, in sostituzione del modello paternalistico, fondato sui valori morali e religiosi del secolo precedente. E’ stata ed è la prima era dei diritti, tutta centrata sul diritto alla salute e alla riabilitazione.<br />
In ragione delle esigenze di standardizzazione che costituiscono l’essenza dello Stato del benessere, il modello clinico, centrato sulla linearità del processo diagnosi-trattamento, si è progressivamente imposto in ambiti dove in passato vigeva il modello relazionale, centrato sulla promozione della solidarietà.</p>
<p>In realtà, quando una persona è in difficoltà la comunità territoriale è coinvolta a diverso titolo in questo processo: se le molteplici esperienze di disabilità sono in radice unificate dall’esperienza della solitudine e dell’emarginazione, allora è l’esperienza comunitaria, in ogni sua componente affettiva, relazionale e persino territoriale, a costituire la risorsa in forza della quale la persona con disabilità può mantenere un’identità e garantirsi la qualità della vita di cui ha diritto.<br />
Pertanto, i bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie dovrebbero allora essere sempre e in ogni caso riferiti al quadro più ampio della comunità locale. In questo senso il destinatario diretto del servizio non è il singolo individuo e la sua disabilità, letta attraverso la lente del binomio diagnosi/riabilitazione, ma è la comunità tutta che è chiamata ad occuparsene solidalmente.</p>
<p>Non c’è da nascondersi il guadagno complessivo che una tale azione raggiungerebbe sul piano delle politiche territoriali, che da un sistema di welfare connotato tradizionalmente da disparità e interventi insufficienti, passerebbe ad una funzionalità autoregolativa, in grado di risvegliare risorse al plurale e coniugarle continuamente sui bisogni, in una sorta di sistema ad alta sensibilità che solo la comunità può continuamente nutrire ed esercitare.<br />
E’ necessario allora fare qualche passo indietro, a che si possa andare avanti. Dall’intervento a posteriori, spesso tardivo, comunque pregiudicato da assetti clinici e assistenzialistici, ad un’azione a priori, diretta allo sviluppo della comunità locale, in modo tale da sprigionare un significativo dispiegamento della solidarietà civile. Solo così si renderebbe possibile un nuovo welfare su base comunitaria, disponibile a lavorare dietro le quinte, ricostruendo lentamente le condizioni attraverso le quali la comunità funziona e, funzionando, cura.</p>
<p><strong>Il paradigma esistenziale nei servizi alla persona</strong></p>
<p>Uno slittamento di paradigma è in atto nei sistemi di protezione: dalla logica clinica della “soluzione tecnica dei problemi”, emancipazione del gigantesco e ricco Welfare State, alla logica esistenziale, che ha cura della vita, in una più povera, ma potente prospettiva generativa.</p>
<p>I sistemi professionali di presa in carico, infatti, in ogni ambito in cui si esprimono, corrono il rischio di centrare la loro azione sui loro stessi servizi o “trattamenti”, piuttosto che sulla persona. L’operatore mette in campo una prestazione riabilitativa, che ha come coordinate la propria competenza, da un lato, e il deficit della persona, dall’altro, con modesto o al limite nessun riguardo sul percorso complessivo della persona, nell’ambito dei cicli di vita e della progettualità che richiedono. Perché accade questo? Qual è il meccanismo in base al quale i professionisti sembrano ignorare le risorse, i desideri e le istanze proprie e profonde della persona, generando interventi centrati sul problema?</p>
<p>Si può affermare che il mondo dei servizi ha traslato il modello clinico, idoneo alla risoluzione di problemi tecnici (come la rottura di un femore o la cura di un tumore), al campo dei problemi esistenziali, come ad esempio la disabilità, la vecchiaia, la solitudine e la depressione. Per dare respiro agli interventi professionali e valorizzare il ruolo delle comunità è necessario entrare in un altro paradigma, che potrebbe essere definito paradigma esistenziale. Cambiando il paradigma, cambiano gli obiettivi e i soggetti: da esiti clinici e funzionali, che richiedono l’esclusività del ruolo specialistico dei professionisti, a esiti personali, che necessitano del contributo ben più ampio dei sostegni non formali e informali.</p>
<p>Lo scenario: verso il Welfare comunitario</p>
<p>Da parecchi anni in Italia si discute della riforma del sistema di Welfare, che da apparato statale diventi un sistema complessivo di solidarietà, basato sulla sussidiarietà orizzontale. Insomma, occorre allontanarsi dall’idea che per rispondere ai bisogni sia sufficiente predisporre una serie di servizi professionali, per giunta tendenzialmente stabili, già dati una volta per tutte. Esistono anche i sostegni informali, o per meglio dire esiste la prossimità: solo valorizzandola si trova la chiave per dare sostanza al cosiddetto welfare community, o Welfare di seconda generazione (Welfare 2.0).</p>
<p>Il tradizionale sistema di Welfare, tutto centrato sulle prestazioni professionali, ha sottratto alle comunità locali il senso di solidarietà tra uomini. Per recuperare il terreno perduto, è necessario che il progetto di vita della persona con disabilità non coinvolga solo i professionisti, ma tutta la Comunità. Per farlo, le équipe di lavoro devono convogliare il contributo delle reti informali dentro i progetti personalizzati.</p>
<p>In questo scenario, la crisi economica è un’opportunità, una sfida, e non una sciagura. La crisi, infatti, ha tolto ai servizi l’illusione delle coperture economiche infinite, provocando la ricerca dell’unica risorsa infinita che il mondo ha a disposizione, ovvero l’altruismo e la generosità delle persone (oltre che la loro creatività). Se non si vuole semplicemente tagliare, arretrando i servizi e ridimensionando i diritti, se si desidera moltiplicare i sostegni, e non indebolirli, è forse possibile spendere in modo uguale, ma in modo che quell’uguale diventi moltiplicativo e generativo.</p>
<p>Le prime Comunità Amiche della Disabilità</p>
<p>L’Ambito IX della Bassa Bresciana è stato il primo a ricevere il marchio. In seguito, ha dato avvio ad un percorso di co-progettazione, nell’ambito del Piano di Zona, valorizzando gli esiti del rapporto di ricerca, e mettendo al centro delle future politiche il Progetto di Vita delle persone con disabilità, mediante un’ampia gamma di sostegni formali e non formali. Attualmente sono avviati altri tre percorsi di certificazione, dei quali due nel territorio lombardo (Valle Sabbia e Valle Camonica), ed uno in Friuli Venezia Giulia.</p>
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		<item>
		<title>Anche la Bassa Friulana diventerà Comunità Amica della disabilità</title>
		<link>https://www.comunitaamichedisabilita.it/2023/03/anche-la-bassa-friulana-diventera-comunita-amica-della-disabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Spanu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 12:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche la Bassa Friulana diventerà Comunità Amica della disabilità. A pochi mesi di distanza dalla promulgazione da parte della Regione FVG della nuova legge sulla disabilità, il CAMPP (Consorzio dei Comuni delle zone di Cervignano e Latisana), anche col contributo della Fondazione FVG, promuove l’acquisizione del marchio, vedendolo come importante strumento di crescita del proprio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it/2023/03/anche-la-bassa-friulana-diventera-comunita-amica-della-disabilita/">Anche la Bassa Friulana diventerà Comunità Amica della disabilità</a> proviene da <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it">Comunità amiche della disabilità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche la Bassa Friulana diventerà Comunità Amica della disabilità. A pochi mesi di distanza dalla promulgazione da parte della Regione FVG della nuova legge sulla disabilità, il CAMPP (Consorzio dei Comuni delle zone di Cervignano e Latisana), anche col contributo della Fondazione FVG, promuove l’acquisizione del marchio, vedendolo come importante strumento di crescita del proprio territorio, alla luce dei nuovi stili di policy.</p>
<p>Il progetto è stato presentato martedì 28 febbraio 2023 all&#8217;Unità educativa territoriale &#8220;Le Primizie&#8221; di Bagnaria Arsa.</p>
<p>Gli ultimi Piani Programma del CAMPP (triennio 2022-2024 e 2023-2025) già individuavano, tra i vari ed importanti indirizzi decisi dai Comuni consorziati, la necessità ed opportunità di creare le condizioni affinché il sistema integrato di interventi e servizi per le persone con disabilità seguite dal CAMPP si raccordi al meglio con le comunità locali secondo la logica del welfare comunitario, principio tra l’altro ripreso nella legge regionale n. 16 del 2022, vera e propria riforma della disabilità.</p>
<p>Alla riunione, oltre al prof. Franchini e al direttore del CAMPP, Roberto Orlich, erano presenti il presidente del CAMPP avv. Michele Tibald il sindaco Bagnaria Arsa Elisa Pizzamiglio, il sindaco ed il vice sindaco di Palmanova Giuseppe Tellini Vincenzo Martines e vari esponenti dei comuni di Pocenia, Torviscosa, Precenicco, Latisana e Cervignano del Friuli.</p>
<p>«Dopo alcune fasi di preparazione &#8211; dice Tibald &#8211; il progetto, al momento primo del suo genere nella nostra regione, passa ora nella fase più interattiva: alcuni ricercatori individuati da Sidin effettueranno delle interviste e analisi documentale», Sarà la Sidin, anche con la collaborazione dell&#8217;Università Cattolica di Milano, a individuare testimoni privilegiati da contattare per poi predisporre, presumibilmente entro la fine di maggio 2023, una relazione finale contenente indicazioni operative, suggerimenti, margini di miglioramento continuo. Al lavoro territoriale, si accompagna una parallela analisi di tutta la documentazione che testimonia l&#8217;attenzione dei Comuni che fanno parte del Campp al tema della disabilità (dal Piano di zona ai Piani programma del Campp, passando per le varie iniziative e progetti in comune).</p>
<p>Da ora il via al lavoro degli analisti, selezionati da SIDIN sul territorio per proseguire il percorso.</p>

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		<title>Brescia &#8211; L’Ambito 9 Bassa Bresciana riceve il marchio CAD</title>
		<link>https://www.comunitaamichedisabilita.it/2021/12/brescia-lambito-9-bassa-bresciana-riceve-il-marchio-cad/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Spanu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 09:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Ambito 9 Bassa Bresciana &#8211; Azienda Territoriale per i Servizi alla Persona &#8211; può fregiarsi del marchio CAD, Comunità Amiche della Disabilità, grazie alla partecipazione al progetto pilota promosso dalle Fondazioni ASM, Congrega della Carità Apostolica e Villa Paradiso con la collaborazione di SIDIN – Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo. Il marchio CAD [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it/2021/12/brescia-lambito-9-bassa-bresciana-riceve-il-marchio-cad/">Brescia &#8211; L’Ambito 9 Bassa Bresciana riceve il marchio CAD</a> proviene da <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it">Comunità amiche della disabilità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Ambito 9 Bassa Bresciana &#8211; Azienda Territoriale per i Servizi alla Persona &#8211; può fregiarsi del marchio CAD, Comunità Amiche della Disabilità, grazie alla partecipazione al progetto pilota promosso dalle Fondazioni ASM, Congrega della Carità Apostolica e Villa Paradiso con la collaborazione di SIDIN – Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo.</p>
<p>Il marchio CAD nasce da una scrupolosa ricerca sui requisiti che consentono ad un territorio di sostenere al meglio le persone con disabilità e di generare progetti di vita per tutti. Attraverso la definizione di precisi standard di riferimento, le comunità possono ottenere uno straordinario strumento di conoscenza e di valutazione della propria capacità inclusiva: un approccio che va oltre interventi terapeutici e offerta di servizi e diventa sostegno a valori, desideri e aspettative. In questo senso il progetto si propone come leva di cambiamento sociale. “Scattare una serie di fotografie che riprendano fragilità e risorse permette ad un territorio di guardarsi allo specchio e capire dove poter migliorare” ha commentato Felice Scalvini, presidente di Fondazione ASM.</p>
<p>A porsi davanti all’obiettivo e sperimentare per primo questo progetto sono stati i 20 Comuni riuniti nell&#8217;Ambito 9: al termine della fase preliminare, dopo l&#8217;analisi dei dati e degli indicatori curata dalla società scientifica, la presidente Maria Carlotta Bragadina ha ricevuto il marchio di “Comunità Amica dalla Disabilità”. A consegnare l’attestato il presidente di SIDIN, Marco Bertelli, durante la cerimonia di presentazione e del lancio del progetto ad altri territori tenutasi presso MO.CA. alla presenza di Maria Luisa Scattoni, rappresentante dell’Istituto Superiore di Sanità e di Roberto Speziale presidente Anffas, entrambi convinti delle potenzialità che possono derivare da una conoscenza adeguata dei territori per interventi più mirati.</p>

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<a href='https://www.comunitaamichedisabilita.it/wp-content/uploads/2021/12/MSFJ8032.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" loading="lazy" width="150" height="150" src="https://www.comunitaamichedisabilita.it/wp-content/uploads/2021/12/MSFJ8032-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p>L'articolo <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it/2021/12/brescia-lambito-9-bassa-bresciana-riceve-il-marchio-cad/">Brescia &#8211; L’Ambito 9 Bassa Bresciana riceve il marchio CAD</a> proviene da <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it">Comunità amiche della disabilità</a>.</p>
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		<title>Il progetto Comunità Amiche della Disabilità</title>
		<link>https://www.comunitaamichedisabilita.it/2021/07/il-progetto-comunita-amiche-della-disabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Spanu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 14:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’intervento al Congresso Nazionale Sidin del Prof. Franchini e del Dott. Scalvini ha voluto di approfondire i vettori sottesi allo sviluppo del progetto CAD. Da una parte, è stato posto il focus sul progetto di vita della persona con disabilità (PCD), e dall’altra il ruolo delle comunità nel sostegno al progetto stesso. L’approccio alla disabilità, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it/2021/07/il-progetto-comunita-amiche-della-disabilita/">Il progetto Comunità Amiche della Disabilità</a> proviene da <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it">Comunità amiche della disabilità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’intervento al Congresso Nazionale Sidin del Prof. Franchini e del Dott. Scalvini ha voluto di approfondire i vettori sottesi allo sviluppo del progetto CAD.<br />
Da una parte, è stato posto il focus sul progetto di vita della persona con disabilità (PCD), e dall’altra il ruolo delle comunità nel sostegno al progetto stesso.<br />
L’approccio alla disabilità, ed in particolare alla costruzione del Progetto di Vita, infatti, risente spesso di una logica professionale e specialistica, secondo un approccio che potremmo chiamare problema/soluzione: identificato il problema, clinico o funzionale che sia, si identifica il trattamento, all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza, che immediatamente vengono ricondotti all’erogazione di prestazioni.<br />
Quello che si rischia di perdere è la visione esistenziale della PCD, visione che ci aiuta a spostare l’ottica dall’erogazione dalla semplice somministrazione di prestazioni al sostegno alla vita, attraverso l’organizzazione di aiuti formali, non formali e informali. In questa direzione, occorre togliersi dall&#8217;approccio individuale, tipico del Welfare statale, e riflettere più a fondo su quali sono le condizioni perché le comunità nel loro complesso siano inclusive, offrendo il massimo delle opportunità a tutti, ivi incluse le PCD, in un’ottica di Welfare comunitario.<br />
Il CAD può essere uno strumento utile per fotografare le comunità di oggi e fornire alle stesse una foto futura, alla quale tendere, di ciò che potrebbero essere per facilitare lo sviluppo di reti formali e informali che sostengano i Progetti di Vita delle PCD in ogni dominio.</p>
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		<title>Gli strumenti del marchio C.A.D.</title>
		<link>https://www.comunitaamichedisabilita.it/2021/06/gli-strumenti-del-marchio-cad/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Spanu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2021 15:17:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comunitaamichedisabilita.it/?p=393</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sta partendo il lavoro di analisi teso a certificare le Comunità Amiche della Disabilità, alleghiamo gli strumenti con cui gli analisti della società scientifica SIDiN effettuano il procedimento di indagine. L’attività di analisi è divisa in due percorsi: il primo è un percorso di analisi documentale, il secondo è un’intervista. Alleghiamo entrambi gli strumenti, ricordando [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it/2021/06/gli-strumenti-del-marchio-cad/">Gli strumenti del marchio C.A.D.</a> proviene da <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it">Comunità amiche della disabilità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sta partendo il lavoro di analisi teso a certificare le Comunità Amiche della Disabilità, alleghiamo gli strumenti con cui gli analisti della società scientifica SIDiN effettuano il procedimento di indagine.</p>
<p>L’attività di analisi è divisa in due percorsi: il primo è un percorso di analisi documentale, il secondo è un’intervista.</p>
<p>Alleghiamo entrambi gli strumenti, ricordando di leggere <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it/2021/06/come-ricevere-il-marchio-c-a-d/">come ricevere il marchio CAD</a>.</p>
<p><a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it/wp-content/uploads/wp-file-manager-pro/Percorso%20Analisi%20documentale_.pdf">Percorso di analisi documentale</a><br />
<a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it/wp-content/uploads/wp-file-manager-pro/MODELLO%20DI%20INTERVISTA_.pdf">Modello di intervista</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it/2021/06/gli-strumenti-del-marchio-cad/">Gli strumenti del marchio C.A.D.</a> proviene da <a href="https://www.comunitaamichedisabilita.it">Comunità amiche della disabilità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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	</channel>
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